segunda-feira, 7 de agosto de 2017

Viajar no paraíso

Nestes dias de férias na Itália tenho a ocasião de descansar um pouco junto da minha família. Mas é também o tempo favorável para participar de cursos de formação, sobretudo no campo da espiritualidade.
O grupo dos africanos
E' neste quadro que estou nos montes Lessini, perto de Verona, participando de um encontro internacional de religiosos, promovido pela Obra de Maria (movimento dos Focolares). Somos 65 participantes, dos quais a maior parte vem de Europa, mas há também alguns dos continentes. De África somos seis missionários. A casa que nos hospeda é muito acolhedora e os temas muito interessantes e de grande atualidade. Entre os participantes há Jesus Moran (co-presidente da Obra), Fabio Ciardi (OMI, professor de teologia da vida consagrada) e muitos outros. Tenho, aliás, temos a impressão de viajar ... no paraíso, tanto é forte o clima de unidade espiritual que existe entre nós.
Vai ser difícil a descida do monte (estamos a m. 880) quando o encontro acabar, daqui a três dias. 



O grupo dos participantes
P. Fabio Ciardi


quinta-feira, 20 de julho de 2017

Fr. Silvano de Cao e fr. Ernesto Bicego celebram 50 anos de vida missionária

Fr. Mario Favretto (ministro provincial), fr. Ernesto, fr. Silvano e 
fr. Victor (custodio)








Foi no longínquo 28 de junho de 1967 que os nossos dois frades chegaram à Guiné, em plena guerra de libertação.
Fr. Silvano com o seu irmão e as suas irmãs 


Foto de grupo no fim da celebração eucarística com alguns antigos
missionarios na Guiné: fr. Giulio Baratto, fr. Ciro Centis, 
fr. Eugenio Sirch, fr. Fortunato de Pellegrin e p. Sergio 
Marcazzani (diocesano)
Os primeiros anos, como se sabe, são sempre difíceis. Os nossos dois confrades, novos e cheios de entusiasmo, não tinham medo dos desafios que deviam enfrentar: uma guerra civil em curso, uma carpintaria e uma oficina mecânica a abrir (na missão de Cumura), a visita e a evangelização nas tabancas onde a gente estava ainda muito agarrada às práticas da religião tradicional. Eles merecem de verdade o titulo de "antigos combatentes", não só porque fizeram a luta de libertação, mas também porque tiveram de sofrer todas as canseiras e sofrimentos típicos da vida missionaria num país pobre como a Guiné.

Nas diferentes missões onde passaram (Cumura, Quinhamel, Blom, Nhoma) deram testemunho de pobreza franciscana, de amor aos pobres, de ardor apostólico. 
Ao longo dos anos tiveram de construir capelas, escolas, dispensários; preparam muita gente ao exercício duma profissão (carpintaria, oficina mecânica). Ainda hoje o fr. Ernesto está a construir uma nova escola (de ensino secundário) na missão de Blom. O testemunho de vida que deram, o bem que fizeram não pode ser calculado.
P. Eugenio Sirch, um outro antigo combatente,com duas senhoras 
guineenses

Neste momento o fr. Silvano está na Itália onde está a seguir tratamento médico, mas o seu coração está virado para África, onde ele espera voltar o mais cedo possível. E’ isso que acontece com os verdadeiros missionários, que ficam “perdidos” quando regressam à sua própria terra de origem. 






quarta-feira, 28 de junho de 2017

A ir. Ida Claudino regressa à casa do Pai

As irmãs franciscanas do Coração Imaculado de Maria sofreram mais uma perda grave no dia 20 de junho. A ir. Maria Ida Claudino, da comunidade de Cumura, faleceu inesperadamente por causa de AVC (acidente vascular cerebral). Ela tinha 64 anos de idade e estava a trabalhar na Guiné-Bissau desde 2007, depois de ter feito uma primeira experiência missionária sempre na Guiné.
A ir. Ida trabalhava como enfermeira e era muito amada e estimada pelos doentes a causa do seu caráter alegre e jovial.

terça-feira, 27 de junho de 2017

In Guinea-Bissau cristiani e musulmani lavorano insieme


Storie di convivenza tra credenti in Cristo e islamici. Viaggio a Nhacra, un villaggio nella parrocchia di Nhoma, dove sorge un centro sanitario in cui è riservata speciale attenzione alle donne e ai loro piccoli

 
Suor Valeria Amato con due mamme seguite presso il centro sanitario di Nhacra

Generare umanità è dare alla luce una nuova vita, ma anche realizzare qualcosa di buono, di giusto in un altro e per un altro, affinare e spendere le proprie qualità migliori per altri affinché abbiano una vita buona. Questa storia racconta della generazione e dei legami che essa accende anche fra persone di fede diversa. 

In Guinea Bissau, a Nhacra, nella regione di Oio, sorge il “Centro Sanitario Madre Maria Caterina Troiani”, punto di riferimento per i 26.000 abitanti della zona che vivono in 50 villaggi: qui, come nel resto del Paese (che conta 1.800.000 abitanti), i cristiani costituiscono il 22% della popolazione, i musulmani oltre il 40% mentre il rimanente è seguace della religione tradizionale. Dirige questo presidio medico suor Valeria Amato, 70 anni, infermiera e ostetrica appartenente all’Istituto delle Francescane Missionarie del Cuore Immacolato di Maria. Giunta in Guinea Bissau nel 1988, ha lavorato molti anni in un lebbrosario e negli ospedali di Cumura e di Quinhamel intorno ai quali sorgono due missioni.  

Fraternità  
Nel Centro sanitario di Nhacra, inaugurato alla fine del 2015, lavorano attualmente 11 persone cristiane e musulmane, destinate ad aumentare quando a breve saranno operativi il servizio di ecografia e il reparto maternità. «Fra tutti noi c’è grande collaborazione – racconta suor Valeria – ci vogliamo bene, i rapporti sono fraterni: la religione non costituisce motivo di divisione né di rivalità. Lavoriamo insieme nella concordia, mossi da un comune obiettivo: prenderci cura dei malati, che in questa zona non hanno altro centro medico su cui contare».  

L’infermiera musulmana 
Alle parole di suor Valeria fanno eco quelle della sua prima collaboratrice, un’infermiera musulmana di 35 anni, sposata e madre di due bambini, Mariama Marco, che segue in particolare le gestanti e le puerpere sieropositive o con Aids conclamato: «Nel Centro le relazioni tra cristiani e musulmani sono serene, fondate sul reciproco rispetto. Mi piace molto lavorare qui, per diverse ragioni: sia perché il fine delle suore non è solo l’evangelizzazione, ma la cura dei malati e dei poveri, sia perché ho la possibilità di imparare molto da suor Valeria, che ha maturato grande esperienza e mostra dedizione profonda per ogni paziente. Inoltre qui gli operatori sanitari – medici, infermieri, tecnici – restano fedeli all’etica professionale e non cedono a pratiche immorali (l’aborto, ma anche richieste di denaro e piccoli furti), frequenti in altri ospedali». 

Mamme e bambini 
In questo Centro sanitario – dove lo scorso anno sono state effettuate oltre 7.500 visite (quasi la metà pediatriche) e vengono curati centinaia di pazienti sieropositivi e con Aids conclamato – speciale attenzione viene riservata alle mamme e ai bambini. In Guinea Bissau le donne contano poco, moltissime sono analfabete, racconta suor Valeria: «Noi affianchiamo le gestanti seguendole in ogni fase della gravidanza, e accompagniamo le puerpere prendendoci cura dei bimbi. Purtroppo l’Aids colpisce un numero elevato di persone in tutto il Paese e in particolare in questa zona: si stima che l’8-10% delle gestanti abbia contratto l’infezione da Hiv. Per scongiurare il rischio che trasmettano la malattia ai bimbi, incoraggiamo le donne a partecipare al programma di prevenzione della trasmissione verticale che dura dall’inizio della gestazione sino a 18 mesi dopo il parto. È un programma molto efficace: nel 99% dei casi i bimbi sono sieronegativi. Non è però sempre facile convincere le mamme a seguire questo programma e a portarlo a termine: non di rado sono ostacolate dal molto lavoro, che non lascia loro il tempo di curarsi, e dalla forte pressione esercitata dai guaritori locali che vogliono imporre le terapie della medicina tradizionale. Per persuaderle e motivarle abbiamo quindi deciso di offrire loro un pacco alimentare gratuito ogni volta che vengono a prendere le medicine: in questo modo riusciamo a ridurre il tasso di abbandono e anche a sostenere le loro famiglie».  

La malnutrizione infantile 
Un altro problema serio di questo territorio è la malnutrizione infantile, la cui prima causa, osserva suor Valeria, non è – come si potrebbe pensare – la povertà, che pure esiste, ma la mentalità. «In Guinea Bissau le figure primarie sono gli anziani e i maschi adulti; i bambini sono molto trascurati, si presta scarsa attenzione alla loro alimentazione. L’importante è che le donne, anche giovanissime, mettano al mondo molti figli: poco importa come cresceranno. L’educazione diventa perciò fondamentale: noi ci impegniamo per far comprendere alle donne l’importanza di assicurare una alimentazione che consenta ai loro figli di svilupparsi e di crescere bene». Ogni mattina, prima che inizi l’attività ambulatoriale, lo staff del Centro tiene incontri (singoli e di gruppo) con le mamme durante i quali viene spiegato come accudire i bambini e nutrirli correttamente.  

I rapporti tra cristiani e musulmani 
Tra i pazienti cristiani e musulmani che frequentano il Centro i rapporti sono buoni, così come lo sono nel resto del Paese: «In Guinea Bissau viviamo gli uni accanto agli altri, in tranquillità: ci sosteniamo vicendevolmente, c’è grande rispetto reciproco», dicono all’unisono suor Valeria e Mariama, che porta come esempio Radio Sol Mansi, la più nota emittente radiofonica del Paese, cattolica, che ospita un programma islamico.  

Il desiderio di ogni essere umano 
Prosegue Mariama: «Le mie relazioni con i cristiani, e in particolare con i cattolici, sono serene. Una delle mie più care amiche – che ha seguito con me il corso infermieristico – è cattolica praticante. Penso che noi musulmani e cristiani, che viviamo e lavoriamo insieme in pace, dobbiamo insegnare al mondo l’amore vicendevole perché abbiamo un unico Dio». E suor Valeria aggiunge: «Sebbene abitato dall’egoismo, dai pregiudizi, dalla paura delle differenza, ogni essere umano coltiva nel proprio cuore un’aspirazione insopprimibile: vivere in pace con gli altri, essere amato e poter amare. Noi cristiani abbiamo la responsabilità di mettere in pratica il comandamento dell’amore che Gesù ci ha consegnato e fare sempre il primo passo verso il nostro prossimo, cercando di instaurare quella convivenza fraterna che è desiderio di tutti».  

Un sguardo al futuro 
Pensando al proprio lavoro e al futuro, Mariama conclude: «Mi impegno molto, sto facendo del mio meglio per migliorare la vita delle persone, in particolare quella delle donne e dei bambini. Il mio sogno è trasformare il nostro Centro in un ospedale di riferimento nazionale: è un traguardo che ritengo raggiungibile grazie alla determinazione di suor Valeria e all’operosità di tutto lo staff».  

Pubblicato in VATICAN INSIDER NEL MONDO il 25/06/2017

quarta-feira, 19 de abril de 2017

Fr. Silvano regressa à Italia para tratamento médico

Fr. Silvano de Cao, missionário da primeira hora, que chegou à Guiné em 1967 - juntamente com o fr. Ernesto Bicego -, foi obrigado a regressar à Itália para tratamento médico. Ele se encontra atualmente no hospital de Padoua, no norde de Itália. A ele desejamos os nossos votos de rápidas melhoras.
No mês de maio próximo, ele e o fr. Ernesto Bicego deveriam celebrar 50 anos de presença missionária na Guiné-Bissau.

Franciscanos refletem sobre a evangelização franciscana na Guiné-Bissau



No dia 18 de Abril, a grande família franciscana  presente na Guiné-Bissau se reuniu em Cumura (no salão do centro paroquial) para refletir sobre o tema: “A nossa presença missionária e a evangelização”. Moderador do dia foi o fr. Armando Cossá. Depois da exposição do tema, houve um debate que tocou vários assuntos: a maneira franciscana de evangelizar, a dificuldade de garantir a continuidade pastoral nas nossas missões, a promoção humana e os riscos do assistencialismo e paternalismo, os "conflitos" que surgiram ultimamente nalgumas missões franciscanas (Cumura, Quinhamel, Bedanda, Nhoma). No fim, foi concordado que um tema tão importante (e complexo) merecia ser retomado num próximo encontro.
O encontro acabou com uma celebração eucarística presidida pelo custódio, fr. Victor Quematcha, e concelebrada pelos padres presentes. Um almoço fraterno coroou o encontro no qual participaram 49 irmãos e irmãs da I e III Ordens. 

segunda-feira, 27 de março de 2017

A paroquia de Nhoma em retiro



Depois da bonita experiência do retiro de Advento, a nossa paróquia decidiu organizar mais um retiro, desta vez em Nhacra. O orador do retiro foi o fr. Cesário Francisco Mendes Gomes, frade menor, atualmente na comunidade de Blom, que abordou o tema “As quaresmas de S. Francisco”. Na exposição ele afirmou que S. Francisco vivia ao longo do ano não uma, mas seis quaresmas, por um total de 231 dias de penitência! Quer dizer, ele passava a maior parte do tempo do ano fazendo renúncias e sacrifícios. Ele nos incitou a tomar muito a sério o convite de Jesus à conversão, como s. Francisco que não tinha medo de mortificar o seu corpo para estar constantemente unido a Jesus, que era o grande Amor da sua vida e que – segundo ele – era pouco amado. De fato, o santo costumava dizer: “O Amor não é amado!”.